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Gioco di numeri e clima

"La menzogna dell'1%": come i leader dei paesi ricchi eludono i loro impegni climatici dietro il velo del contributo minimo?

Gli avvertimenti scientifici sui cambiamenti climatici si trovano ad affrontare un'ondata di "elusione politica" da parte dei leader delle nazioni occidentali e ricche. L'argomentazione di un "contributo minimo inferiore all'1% delle emissioni globali" è diventata un'arma diplomatica ed economica per rimandare i piani di riduzione dell'inquinamento e sottrarsi agli obblighi di transizione verso un'economia verde. Gli esperti del clima accusano questa logica di essere nient'altro che un "elusione delle responsabilità generazionali e storiche".


Rapporto a cura di: Ahmed Iplikci

L'ex Primo Ministro britannico Rishi Sunak ha aperto pubblicamente questo dibattito nel 2023 chiedendo: "Quando la nostra quota di emissioni globali è inferiore all'1%, come si può pensare che sia giusto chiedere ai cittadini britannici di sacrificare più degli altri?". Sunak non era solo; a lui si sono uniti i leader di importanti paesi come Australia, Germania e Italia, e persino l'ex Primo Ministro britannico Tony Blair, che ha esplicitamente chiesto di abbandonare gli obiettivi di un'economia pulita basati sullo stesso principio.


L'Alleanza "Meno del 5%": metà della crisi globale
Sebbene i leader paragonino costantemente i propri dati alle enormi emissioni di paesi come Stati Uniti, Cina e India – responsabili insieme di oltre la metà dell'attuale inquinamento da carbonio – un'analisi più approfondita dei numeri rivela dimensioni completamente diverse che pongono la sicurezza climatica globale in una posizione davvero precaria.

Mappa delle quote di emissione e delle posizioni politiche dei leader:

Germania (2%): il cancelliere Friedrich Merz ha utilizzato questa cifra per evidenziare le carenze degli obiettivi climatici europei, commentando: "Anche se la Germania diventasse climaticamente neutrale domani, non impedirebbe un solo disastro naturale al mondo".

Australia (1,3%): l'ex primo ministro Scott Morrison ha utilizzato questa cifra per respingere qualsiasi insinuazione secondo cui il suo paese non stesse facendo abbastanza per affrontare il collasso climatico.

Unione Europea (6%): la premier italiana Giorgia Meloni ha citato l'intera quota del blocco per rallentare le iniziative ecologiche del suo paese.

Il blocco dei 194 membri: i dati mostrano che Stati Uniti, Cina e India sono gli unici paesi le cui emissioni individuali supereranno il 5% nel 2024. Ciò significa che i restanti 194 paesi sono tutti al di sotto della soglia del 5%, ma collettivamente sono responsabili della metà delle emissioni annuali dell'umanità.

Confutazione scientifica: responsabilità storica e diritto all'evasione fiscale
Gli scienziati del clima sostengono che questa posizione politica non regge a un esame approfondito. Il professor Piers Forrester, climatologo dell'Università di Leeds, afferma che questo parametro è fondamentalmente errato:

"Questi leader non accetterebbero certamente che l'1% più ricco dei loro cittadini possa evitare di pagare le tasse con la motivazione che la loro quota individuale è trascurabile rispetto al totale. Il riscaldamento futuro è causato dalle emissioni future e ogni tonnellata di anidride carbonica che evitiamo di emettere contribuirà a ridurre le temperature e le ondate di calore per le generazioni future."

Le ricerche scientifiche sottolineano come i paesi europei e occidentali abbiano contribuito in modo enorme e sproporzionato alle "emissioni storiche cumulative" – la misura operativa più importante dell'attuale riscaldamento globale – e come dispongano inoltre del surplus finanziario e tecnologico che li qualifica per assumere un ruolo guida nella riduzione dell'inquinamento, rispetto ai paesi in via di sviluppo che stanno pagando il prezzo più alto per gli eventi climatici estremi e le ondate di calore che attualmente colpiscono l'Europa e il mondo.