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Ampia condanna in Italia dopo l'attentato al giornalista investigativo Sigfrido Ranucci

Ampia condanna in Italia dopo l'attentato al giornalista investigativo Sigfrido Ranucci

Autobomba contro il giornalista investigativo Sigfrido Ranucci

L'esplosione di un ordigno esplosivo piazzato sotto l'auto di uno dei più importanti giornalisti investigativi italiani, Sigfrido Ranucci, ha suscitato ampia condanna e denuncia, spingendo le autorità nazionali antimafia ad aprire un'inchiesta sull'accaduto.

RAI3, rete pubblica che trasmette il programma "Report" di Ranucci, ha riferito che l'esplosione, avvenuta durante la notte, ha completamente distrutto la sua auto e danneggiato un'altra auto di famiglia e l'abitazione adiacente a Pomezia, a sud di Roma. Il comunicato del programma ha spiegato che la forza dell'esplosione è stata sufficiente a uccidere chiunque passasse di lì, ma non sono stati segnalati feriti.

Polizia, vigili del fuoco e squadre della scientifica stanno indagando sulla scena dell'attacco.

Condanna del Primo Ministro e solidarietà politica
Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha espresso la sua assoluta solidarietà a Ranucci, conduttore principale di "Report", e ha condannato quello che ha descritto come "il grave atto di intimidazione a cui è stato sottoposto". Meloni ha affermato in una dichiarazione: "La libertà e l'indipendenza dell'informazione sono valori fondamentali della nostra democrazia e continueremo a difenderli".

"Report" è uno dei pochi programmi d'inchiesta della televisione italiana, che espone regolarmente questioni delicate che coinvolgono importanti personaggi politici, imprenditori e personaggi pubblici. L'attacco è avvenuto pochi giorni dopo l'assoluzione di Ranucci dall'ultimo caso di diffamazione a lui imputato in relazione a uno dei suoi programmi.

Richieste di un'indagine rapida e di protezione dei giornalisti
I leader politici e i sindacati hanno espresso la loro inequivocabile solidarietà a Ranucci. Nicola Fratoianni, leader della coalizione Verde-Sinistra, ha scritto: "Ci auguriamo che le indagini siano rapide e che la verità su quanto accaduto e sui responsabili dell'attentato venga presto a galla. Il nostro dovere più urgente, soprattutto in politica, è quello di sostenere Ranucci, incondizionatamente".

Anche il sindacato dei giornalisti (Usigrai) ha condannato l'attentato, definendolo "un orribile attentato che ci riporta agli anni più bui", soprattutto perché la figlia di Ranucci era passata davanti all'auto pochi minuti prima dell'esplosione. Il sindacato ha ribadito la propria fiducia nel fatto che Ranucci e i suoi colleghi non si lasceranno intimidire, affermando: "Saremo sempre al loro fianco affinché possano continuare liberamente il loro lavoro investigativo".

Il sindacato ha criticato il "clima di odio e intolleranza" che si è diffuso nei confronti delle indagini del programma, ricordando di aver precedentemente condannato la riduzione del tempo di trasmissione del programma da parte della Rai e le dure dichiarazioni rilasciate da alcune personalità di spicco nei confronti della troupe.