Terremoto politico in Forza Italia: Gaspari si dimette, Stefania Craxi nominata Presidente del Gruppo parlamentare... Vento di cambiamento soffia sul partito di Berlusconi
Forza Italia (FI) ha vissuto una giornata turbolenta culminata in un rimpasto ai vertici del partito al Senato. Maurizio Gaspari ha annunciato le sue dimissioni da presidente del gruppo parlamentare, con la senatrice Stefania Craxi che ha assunto all'unanimità l'incarico.
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| Stefania Craxi |
Di Ahmed Ablikji
Questa mossa segue una significativa sconfitta politica: il rigetto, nei referendum del 22 e 23 marzo, degli emendamenti costituzionali al sistema giudiziario. Queste riforme erano considerate la pietra angolare del partito.
Dietro le quinte delle dimissioni: la pressione dei "14" e la benedizione dei figli di Berlusconi
Le dimissioni di Gaspari non sono state una semplice coincidenza; fonti parlamentari hanno rivelato ad "Al-Tahrir" che 14 senatori su 20 hanno firmato una lettera chiedendo la sua sostituzione. Tra i firmatari figuravano due ministri di spicco: Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo.
La posizione di Gasparri: Nella sua dichiarazione ufficiale, Gasparri ha cercato di mantenere la calma, affermando: "Ho deciso autonomamente di dimettermi... Chi ha una carriera costruita sul senso del dovere sa come gestire momenti complessi".
Una sostituta fidata: La scelta di Stefania Craxi ha soddisfatto i desideri di Marina e Pier Silvio Berlusconi (figli del defunto fondatore del partito), che premono fortemente per un rinnovamento della leadership parlamentare.
Tajani: "Grazie, Gasparri... e buona fortuna a Craxi". Il leader del partito e ministro degli Esteri Antonio Tajani è subito intervenuto sulla piattaforma di X per ringraziare Gasparri per la sua "lealtà e dedizione", dando il benvenuto a Craxi nel suo nuovo ruolo, nel tentativo di contenere qualsiasi segnale di spaccatura aperta all'interno degli Azzurri. Ronzulli e Sesto: la leadership è salda, ma è necessaria una revisione
Nonostante la battuta d'arresto del partito al referendum, i vertici hanno cercato di minimizzare le voci di una crisi di leadership:
Lecia Ronzulli (vicepresidente del Senato) ha affermato che la leadership di Tajani "non è attualmente in discussione", ma ha sottolineato la necessità di "autoriflessione" per capire perché i giovani si siano astenuti e abbiano votato "no" al referendum, annunciando la possibilità di anticipare il congresso nazionale del partito.
Francesco Paolo Sesto (viceministro della Giustizia) ha considerato "il dibattito interno un segno di salute", riconoscendo che la sconfitta al referendum non è stata insignificante e attribuendo parte della responsabilità alla debole mobilitazione politica all'interno del centrodestra.
Forza Italia sta attraversando una fase di transizione critica a marzo 2026; il mancato passaggio delle riforme della giustizia – sogno a lungo coltivato da Berlusconi – ha accelerato la lotta di potere interna contro la vecchia guardia. La nomina di Stefania Craxi rappresenta una vittoria per l'ala "rinnovatrice" sostenuta dalla famiglia Berlusconi e un campanello d'allarme per Tajani sulla necessità di fornire nuovi "contenuti politici" che convincano gli elettori, al di là dei semplici conflitti organizzativi.


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