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Escalation sanguinosa tra Iran e Israele

Tamburi di guerra risuonano in una sanguinosa Pasqua ebraica: missili iraniani colpiscono il nord di Israele e Trump annuncia un "miracolo" per il salvataggio del pilota americano dietro le linee nemiche a Teheran

Lo scenario militare in Medio Oriente è esploso ancora una volta con l'arrivo della Pasqua ebraica, mentre nuovi attacchi missilistici iraniani hanno scosso il nord e l'est di Israele. Ciò ha coinciso con l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di un'operazione "miracolosa" per salvare un pilota americano dietro le linee nemiche, mentre l'OPEC+ si affrettava a intervenire per salvare i mercati energetici in collasso.

Di Basto Ahmed Iplikji

Sul campo: missili e raid aerei iraniani su Beirut

I media israeliani hanno riportato il suono delle sirene in vaste aree del nord-est del Paese in seguito a una nuova ondata di attacchi missilistici iraniani. In Libano, il bagno di sangue è continuato; l'Agenzia Nazionale di Stampa Libanese (NNA) ha riportato quattro morti e 39 feriti in un raid aereo israeliano contro la periferia meridionale di Beirut, mentre le Nazioni Unite lanciavano avvertimenti sull'espansione degli attacchi contro le aree popolate.

Trump: il salvataggio del pilota è un "miracolo di Pasqua"

In un'intervista a NBC News, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha descritto il salvataggio del copilota dell'F-15E (il cui aereo è stato abbattuto sull'Iran venerdì scorso) come un "miracolo di Pasqua".

Dietro le quinte: la missione si è svolta in una zona montuosa e impervia sotto il controllo delle forze iraniane.

Dichiarazione di Trump: "Il nemico era aggressivo e numeroso, ma le squadre di soccorso sono state brillanti e calme... Operazioni come questa non erano mai state tentate prima a causa della loro estrema pericolosità".

Coinvolgimento italiano: la piattaforma Itamilradar ha rilevato un drone lanciato dalla base aerea di Sigonella, in Sicilia, che si ritiene abbia svolto un ruolo cruciale nelle complesse operazioni di ricerca e salvataggio.

L'OPEC+ interviene: aumento della produzione per contrastare la "minaccia all'approvvigionamento"
Nel clima di tensione, il gruppo OPEC+ (guidato da Arabia Saudita e Russia) ha deciso di aumentare la produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno a partire da maggio.


Motivazioni: Per compensare il deficit derivante dai danni alle infrastrutture petrolifere in Iran e negli Stati del Golfo causati da attacchi reciproci.

Avvertimento: L'organizzazione ha avvertito che la riparazione delle infrastrutture danneggiate sarebbe "costosa e richiederebbe molto tempo", sottolineando la necessità di proteggere le vie navigabili internazionali per garantire il flusso di energia.

Ci troviamo di fronte a un vero e proprio momento di "brinkmanship" nel 2026. Il successo di Washington nel recuperare il suo pilota dal cuore dell'Iran garantisce all'amministrazione Trump una "vittoria morale" che potrebbe essere seguita da una risposta militare più violenta, mentre il ricorso dell'Iran ad attacchi missilistici diretti contro Israele significherebbe il crollo delle tradizionali "regole di ingaggio". I mercati globali attualmente respirano grazie al "polmone" dell'OPEC+, ma il continuo attacco alle infrastrutture energetiche potrebbe portare a impennate imprevedibili e senza precedenti dei prezzi del petrolio.