Un paradosso giudiziario sconvolge le eredi Gucci: la Corte europea conferma il pagamento di 43 milioni di euro alla "moglie assassina"... La figlia: Abbiamo pagato il riscatto sotto costrizione
Strasburgo – Aveen
Nonostante siano trascorsi più di trent'anni dal crimine che ha scosso le fondamenta dell'impero della moda italiana, l'assassinio del miliardario Maurizio Gucci (ex capo della maison Gucci) è tornato a far parlare di sé a livello internazionale, questa volta nelle aule della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), scatenando un'ondata di indignazione e controversie legali.
La scioccante decisione del tribunale di respingere la causa intentata dalle figlie della vittima, Allegra e Alessandra Gucci, contro lo Stato italiano, conferma l'obbligo delle sorelle di versare un "assegno di mantenimento a vita" alla madre, Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni di carcere per aver pianificato e istigato l'omicidio del padre nel 1995.
Allegra Gucci ha commentato amaramente: "L'assassino è stato pagato, e la madre in lutto ha pagato!". Nella sua prima risposta ufficiale e dai toni decisi, la figlia minore, Allegra Gucci, ha pubblicato una lunga dichiarazione sul suo account Instagram esprimendo la sua profonda amarezza: "L'assassino ha ricevuto il denaro, mentre chi ha perso il padre ne ha pagato il prezzo! Non ci siamo rivolte alla Corte europea per motivi economici, ma per ottenere la giustizia che ci è stata negata dalla magistratura italiana e per protestare contro questa ingiustizia che ci impone di pagare più di 40 milioni di franchi svizzeri all'assassino di nostro padre".
Allegra ha rivelato che le due sorelle sono già state costrette a versare alla madre 3,9 milioni di euro dall'eredità paterna, definendo la situazione una "crudele crudeltà" perpetrata dal destino e dalla legge.
Dietro le quinte dei 4 milioni di euro: una resa sotto minaccia, non un "accordo"
La figlia di Gucci ha smentito categoricamente le voci diffuse su un "accordo segreto" o un "accordo" con la madre, affermando che la somma è stata il prezzo da pagare per arrendersi a un'amara realtà legale:
"Dietro i 3,9 milioni di euro ci sono 20 anni di udienze, procedimenti e spese legali tra Italia e Svizzera. Eravamo minorenni quando è stato commesso il reato e siamo state costrette a pagare sotto la minaccia del pignoramento della nostra casa e dei nostri beni. Il pagamento era l'unico modo per porre fine a una disputa infinita; non si è trattato di un accordo libero, ma di una resa a una sentenza che non avrebbe mai dovuto esistere."
Un paragone sconvolgente con la decisione della Corte europea
Allegra ha criticato il meccanismo con cui la Corte europea ha chiuso il caso senza pronunciarsi nel merito, paragonando la situazione a un "rapimento": "Immaginate qualcuno che viene rapito e costretto a pagare un riscatto per la sua libertà. Quando si rivolge ai tribunali per punire i rapitori e rivendicare i propri diritti, il giudice gli dice: 'Avete già pagato il riscatto, la questione è chiusa e non c'è più nulla da decidere!'. Questo è esattamente ciò che ha fatto la Corte europea; non ha detto che avevamo torto, ma ha chiuso il caso senza considerare i nostri diritti". Ha concluso la sua dichiarazione con un avvertimento: "Questa storia non è ancora finita".
Analisi legale della redazione:
Questo sconvolgente paradosso giuridico si basa sull'"accordo di divorzio" firmato da Maurizio Gucci prima del suo assassinio nel 1993, che garantisce alla sua ex moglie, Reggiani, un sostanzioso assegno di mantenimento annuale. Secondo le lacune della legge italiana, l'atto criminale (l'omicidio) non annulla automaticamente i diritti civili contrattuali preesistenti. La recente sentenza della Corte europea riflette la rigidità dei testi giuridici di fronte ai principi morali, costringendo la famiglia Gucci a pagare due volte per il tradimento: una volta con il proprio sangue, una volta con il proprio denaro.

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